Pubblicato in: sociologia da 4 soldi

analisi superficiale che non serve a un cazzo

Nascere uomini significa avere la vita un po’ più agevolata. Parlo del civile e progressista occidente. Non voglio minimamente intraprendere un pensiero esteso sulla figura della donna nel mondo.

Vorrei invece scrivere come alla fine nascere con il pisello sia ancora un vantaggio nel nostro Paese. Si, è un vantaggio a livello lavorativo: sicuramente un uomo riesce a fare carriera senza grandi dimostrazioni di passione e dedizione. Va bene, non ovunque ma dove mi è capitato di lavorare e vivere si, gli uomini sono guardati bene, le donne velatamente disprezzate.

Ad esempio tanti anni fa: io e il mio fidanzato dell’epoca facevamo più o meno lo stesso lavoro con contratti di merda (a progetto mi pare) in 2 aziende diverse, le paghe più o meno equivalenti. Passano un paio d’anni, sbraitiamo con i nostri rispettivi capi perchè sarebbe il caso di fare un contratto decente con tanto di aumento. Risultato: lui assunto a tempo indeterminato perchè gli sono stati riconosciuti tutti gli immensi sacrifici perpetrati per l’azienda. A me, si incazzano tutti e, allo scadere del contratto a progetto, offrono una (finta) partiva iva per 2 spicci.

Ecco la differenza abissale. Si può anche pensare al merito ma se veramente avessi fatto poco e male, non mi sarebbe stato rinnovato il contratto. Negli anni lavorativi ne ho viste di tutti i colori. Mentre osservavo, felice ma stupita, le grandi crescite di amici e fidanzati, vivevo la mia caduta nella stratosfera della sfiga. Sono sempre capitata al posto sbagliato, al momento sbagliato, vestita male.

Vabbè. Ma quello che mi preme scrivere qui, per ricordarmelo in futuro, è che gli uomini hanno una vita più semplice. Sotto tutti i punti di vista.

Dal punto di vista antropologico: no depilazione (almeno non obbligata), no trucco (almeno non per pelle di merda), no parrucco (al netto di un barbiere che non costa un cazzo), no cellulite (in teoria), no mestruazioni, no gravidanza, no parto, no amicizie femminili asfissianti. Diciamo che antropologicamente la natura li ha resi più grezzi ma con problemi di gestione di passioni ed hobby.

Il mio marito con la barba ha grandi passioni come si confà ad un uomo. Ha tutta la libertà di starsene a casa per una intera settimana da solo senza avere il minimo sospetto di doverla sistemare, la casa. Se ne sta lì, a crogiolarsi nelle sue passioni, nello specifico ora è il tempo del tennis e di qualche cazzo di torneo che deve seguire in tv. Tutto il resto non conta, non vale, non serve, non è importante e soprattutto, lo cito, “non mi va di fare un cazzo”. Questo è concesso solo agli uomini. Se a mia madre dico: guarda marito con la barba non ha manco rifatto il letto a casa, lei mi risponde: e poraccio lascialo riposare che lui lavora. Si mamma, ma anche io lavoro. Ma io, in quanto donna, ho il dovere morale di sistemare tutto. Tutto l’universo che mi gira intorno. Siamo programmate e siamo costrette a mettere a posto tutto, che sia la cucina, la stanza del figlio, il lavoro, la spesa, il marito. Dobbiamo mettere in ordine le cose. Dobbiamo farlo vestendoci bene, rimanendo in forma, sfornando figli, scopando come in un film porno, cucinando come Cracco, ragionando come la Montalcini, divertendo come Woody Allen, sofisticate, impeccabili, passionali, materne e scientifiche. Discriminate sempre. La vita delle donne è complicata. Inutile stare dire fesserie, la nostra vita non è lineare come non sono lineari i nostri pensieri. E si, perché se da una parte c’è questa immensità di responsabilità, redini da tenere piantate su tacco 9, dall’altra abbiamo una naturale propensione ad essere complicate. Sono gli ormoni, me la racconto così da anni, alla fine ogni mese veniamo investite da questa ondata ormonale destabilizzante che ci confonde, ci espone.

Ma dicevo gli uomini, oltre al lavoro e all’umana natura, hanno una spiccata capacità di rendersi la vita felice. Sono facili ed elementari e quando i loro pensieri si complicano, vanno in tilt. Ma hanno la sfacciata fortuna di essere superficiali, di avere passioni totalizzanti, di avere sempre uno sport da seguire e amare, un hobby che gli riempi la vita. Si vabbè saranno pure felici ma sembrano dei coglioni.

Veniamo ai fatti: il mio super maritone con la barba ha tantissime passioni. Ma tante proprio e le vive come farebbe un ragazzino di 12 anni, con atteggiamento religioso, divertendosi da matti, con questo approccio alla vita veramente scemo.

Ad esempio, oltre al succitato tennis, barbone ha ritrovato l’ardito amore per la mai sopita passione calcistica. Ergo siamo tornati a vedere calcio in tv, a parlarne, a leggerne, e, ultimo ma non meno importante, a giocarlo. Ebbene si, anche la nostra famiglia è caduta vittima del famigerato “calcetto con gli amici”. E’ tutto finito, perché il calcetto per l’uomo assume un significato profondo, oserei affermare sociologico, è la valvola di sfogo. Ho osservato la metamorfosi calcista di marito. E’ passato dal “me non me ne frega un cazzo” al “ora mi compro la divisa così facciamo ancora più squadra”. Il tutto forse nel giro di 20 minuti.

Nella mia analisi sociologica ho dedotto che per gli uomini il calcetto è il branco, quella naturale necessità di stare insieme ai simili (tutti scemi uguali) a correre dietro una palla, abbracciarsi liberi da pregiudizi, spogliarsi e farsi le docce insieme, sentendosi comunque molto maschi. Facendo, immagino, battute idiote, sentendosi fondamentali, importanti, elementi di una comunità chiusa che ti accetta anche se ti prende in giro, che ti richiamerà alla prossima partita.

Hanno bisogno di questo spazio perché manca quell’aspetto invece tenacemente presente nella vita delle donne che hanno la capacità di rovinarsi anche le amicizie. Gli uomini non hanno l’amica del cuore. Che per le donne significa: raccontarsi ogni minima stronzata, ascoltare ogni minima stronzata e parlarne per ore.

L’amicizia delle donne è totalitaria ma sfibrante, proprio perché il nostro approccio è sempre complicato, l’amicizia non poteva essere da meno. 2 donne amiche possono arrivare ad amarsi profondamente come nemmeno 2 amanti, possono toccare livelli di intimità confessionali, possono abbracciarsi e baciarsi senza pregiudizi e con la stessa intensità possono dirsi addio e non parlarsi mai più. Così, senza un ragionevole motivi, dimenticarsi e odiarsi. Anche e soprattutto per banalità.

Fa parte del meccanismo un po’ perverso nel quale le donne vivono robotizzate sentimenti e azioni.

La nostra vita è complicata perché siamo costantemente sovraccaricate di responsabilità e aspettative che gli uomini non vivono. La loro vita è più lineare come i loro ragionamenti.

Noi no, no dobbiamo essere tutto, sempre, presenti per tutti. Ovviamente sempre sottopagate.