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precariato violento

nonostante tutto sono incazzata
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/lavoro-precario/lavoro-precario/lavoro-precario.html

fino a che anche l’ultimo dei miei ex colleghi rimarrà li, in quel covo di maledetti truffaldini io non riuscirò ad essere pienamente felice per me e per il mio cazzo di contratto meritato. Fino a che ci sarà qualche disgraziato che deve sopportare quello che ho provato io in 9 anni circa di precariato violento, non mi sentirò a posto con la coscienza.
non voglio dimenticare perchè anche volendo non ci riesco. sono precaria dentro.

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Spirito libero

Pensavo. Non riesco mai a fare progetti a lungo a termine, non riesco a concentrarmi e pensare a quello che vorrò essere tra un anno, un mese, un giorno. Ogni volta che provo ad organizzarmi mentalmente, un sussulto mi manda in tilt impedendomi di prendere qualsiasi decisione. Mentre mi facevo un lungo bagno rilassante, immersa tra fumi e vapori di eucalipto, riflettevo su questa mia incontrollata incapacità organizzativa. Vorrò pur fare qualcosa nella vita… o no? fin da sempre non ho mai saputo rispondere a domande tipo: cosa vuoi fare da grande? e che ne so, quando sarò grande lo saprò, ricca di fiducia mi rispondevo. Nel frattempo inventavo cazzate da regalare al mondo che ossessivo voleva sapere cosa sarei diventata. Ora sono adulta e ancora non so cosa sono e cosa farò. Ma perchè questa confusione e questa totale inconsapevolezza del futuro? cosa posso pensare di risolvere e cosa posso creare così facendo? come posso adeguarmi e costruire? che fine farò? finito il bagno, che evidentemente con i suoi fumi alla menta mi aveva stordito, ho sciacquato sotto la doccia un pò fresca le idee e ne è venuta fuori una risposta che tutto sommato ha restituito fiducia alle mie capacità intellettive.

E’ che penso, confusamente, che nella mia vita sto vivendo molte vite. Ho cambiato ruoli, li ho invertiti, inventati, immaginati. Ho vissuto molte fasi e tutte hanno avuto un inizio, una durata e una fine. Mi piace pensare che posso essere quello che voglio, che posso quantomeno provarci. Posso prendere tutte le mie energie e insieme ad esse combattere per quello che al momento mi sembra importante. Non voglio, non vorrei, vivere per costruire solo una cosa, che so, una carriera, una casa, una famiglia. Mi piace immaginarmi libera di poter vivere e spostarmi. Non intendo solo fisicamente cambiando lavoro o città, ma libera di poter essere chi voglio nello spazio e nel tempo, senza risposte da dare, senza sensi di colpa per la mancata costruzione di un futuro certo e pre-scritto. Questa mia assoluta anarchia civile/sociale manda in sovraccarico i circuiti mentali dei poveracci che mi stanno intorno, primi fra tutti i miei genitori che mi vorrebbero salda e ferma come uno scoglio in mezzo al mare mentre si ritrovano ad assistere alle mie più spietate fantasie, al mio senso astratto della vita. Rimproverandomi continuamente che la vita è fatta di bollette, stipendi, case da comprare e arredare. Rispondo sempre con un ghigno che li fa incazzare. Il mio scopo non è destabilizzare il loro "prima repubblica" stile di vita, ma non riesco a spiegare questo mio instabile senso della vita, che mi rende esposta a rischi e pericoli ma che mi fa sentire seduta su una montagna russa: si va su su su quasi fino al toccare il cielo e poi giùùùùù con il cuore in gola. Ma poi si risale e via così.

Finita la doccia mentre mi asciugavo i capelli, ho capito: questa mia instabilità è solo figlia dei tempi. La vita fino ad oggi mi ha insegnato che essere precari è l’unico modo per sopravvivere. Un giorno qua e domani chissà. Alla fine per me è stato facilissimo adeguarmi alla condizione generale, precaria dentro lo sono da sempre, confusa e incomprensibile. Fuori è bastato entrare nel fantasmagorico mondo del lavoro.

E ora, facciamo così, mi offro come cavia per essere geneticamente modificata e trasformata in quello che non sono ma in quello che tuttttiiiiii si aspettano dalla mia generazione. Una salda trentenne in carriera che comprerà una casa arredandola e rendendola tanto carina, con 2 figli al seguito, macchina in garage, vacanze in riva al mare l’estate, settimana bianca in inverno, qualche cena fuori la sera, l’immancabile tv al plasma, tutto ovviamente a rate, chiusa a doppia mandata nella vita che qualcun altro ha deciso a me.

Per la cronaca, i sali da bagno che sto usando, funzionano perfettamente come sostanze psicotrope!