Pubblicato in: notizie

famiglia allargata

Ci eravamo lasciati con la mia assurda sete di rivincita accademica.
Mi ritrovate con la mia più totale angoscia.
Saranno forse gli 8 giorni di antibiotici e antinfiammatori ma ho stati di alterazione cognitiva e vengo spesso presa da angoscia dolente. Del resto sono sempre stata una depressa patologica e ogni scusa è buona per farmi venire una immotivata onda di ansia.
Certo metteteci, oltre al dolore straziante di una sinusite voluta dal signore per punirmi, che la questione primarie ha aiutato la mia ansia: voto o non voto? E se vado a votare per chi voto? Bersani? Franceschini? Marino? Nessuno? Tutti e tre? Scheda bianca?
E poi due euro sono sempre due euro de sti tempi e poi c’è la fila e pure il cambio dell’ora che mi fa sempre un po’ girare i coglioni. E poi oltre tutto mi fa pure male un dente.
E poi credo di essere ingrassata e sono nervosa e vorrei prendermela un po’ con tutti, allora me la prenderò con il PD incapace di fare resistenza e ribaltare le nostre sorti. E poi io sono comunista, se ancora vuol dire qualcosa, e mi sforzo di credere in questa grande famiglia allargata del CENTRO SINISTRA che coesiste a calci in culo.
Per un piccolo essere monocellulalare come me queste primarie potevano rappresentare l’atto estremo di democrazia. Ma onestamente non me ne frega un cazzo. Non me ne importa perché è un paradosso.
“Tu ignobile donna che vuoi lavorare e avere una vita dignitosa ricordati che, agli occhi della società, non conti veramente niente, su di te non investe nessuno, tu non puoi economicamente investire in niente, sopravvivi grazie e solo al tuo stipendio (misero of course) che percepisci e spendi nei 30 giorni successivi fino all’ultimo cent. Non accumuli, non investi. Su di te nessuno investe perché sei figlia di schifosi operai per di più di sinistra da generazioni.
Ecco. Questa è la situazione di partenza che si rinnova ormai da anni e che difficilmente cambierà.
Dal mio punto di vista lasciarmi ora la facoltà di scegliere il lider del PD è una specie di presa per il culo. Improvvisamente mi sembra che la politica anzi il partito ha necessario bisogno della mia voce per dimostrare bla bla bla.
Allora io grande famiglia del PD ti sfido e ti dico che ho un necessario bisogno di te e aggiungo che prima di chiedere l’aiuto da casa, dimostrami che esisti anche per me. Stupiscimi. Fammi cambiare idea, qualcuno mi faccia cambiare idea…
Vabbè poi su Marrazzo ci faccio proprio un post.
Pubblicato in: notizie

scusate

Oggi, seduta all’internet point, ho avuto una folgorazione.
ho perso l’ideologia.
per caso l’ho lasciata li, da qualche parte?
Pubblicato in: notizie

Dio salvi la regina

Caro Stato italiano, ciao, ti ricordi di me? No? eppure dovresti.

Comunque non ci sono problemi, mi presenterò di nuovo. Sono Fabiana, 32, quasi 33 anni. Vivo a roma, dove sono nata e cresciuta con tanta speranza nel futuro. La mia vita è molto normale, per alcuni versi banale, con punte di estrema felicità e di baratro depressoide. Diciamo una vita come tante altre. Ora ti ricordi? Dai su, sono quella che ha fatto elementari con la testa tra le nuvole, le medie in piena tempesta ormonale, il liceo classico pensando di trovare qualcosa di stimolante e trovando invece una realtà terrificante durante la quale ha pianto tutti i giorni per  5 anni pensando di aver scelto la scuola più noiosa del mondo con compagni di classe che vorrei dimenticare per sempre.

Ancora niente? Allora ti dico che mi sono iscritta all’università pensando che finalmente avrei trovato qualcosa di sinceramente importante e che mi potesse formare intellettualmente e umanamente e invece anche qui mi sono sentita sola e schiacciata dalla burocrazia e da mille difficoltà. Ancora niente? E dai su, sono sempre quella che si è buttata nel mondo del lavoro con la speranza, anzi la certezza, che finalmente avrei potuto esprimere tutta me stessa e fare qualcosa di bello e, perchè no, anche di importante. E invece sono stata 9 anni precaria presso una solita azienda falciatrice di anime e cervelli. Ci sei ora? Dai su sono io… Sono quella entusiasmoide che adora questo paese, perchè ricco e vivace. Penso positivo, ci provo e mi ci concentro. Si lo so, ogni tanto arriva galoppante la depressione. Ma che ci vuoi fare, ho tante aspirazioni ed è puntuale la delusione. Ma ci sono e resisto. Ora ti viene in mente chi sono? Credo fermamente nella democrazie e nel progresso, poco nella fede ma la rispetto e la ammiro soprattutto quando predica nelle chiese e non nelle piazze, credo nella libertà di espressione e nel coraggio delle persone, credo nello stato sociale e nell’uguaglianza, credo nel merito e nella giustizia, credo nel concetto di politica e di stato, capito si? credo in te, caro stato italiano. Credo in questo enorme dinosauro che sei, in questa macchina lenta ma salda. Dimmi che sai almeno vagamente chi sono, che ti è venuto in mente che esisto, che ti ricordi di me. Allora vediamo, ti devi ricordare per forza di me, perchè sono quella a cui hai mandato una bella cartella esattoriale con tante tasse da pagare, visto che ero una libera professionista coatta devo da pagà. Va bene caro stato italiano, le pago perchè è giusto così, è vero ho sbagliato e pagherò, dimostrerò a me stessa che si può sbagliare e rimediare.

Caro stato italiano, ma tu pensi veramente di aver fatto un qualche cazzo di cosa per me? riflettici e quando troverai la risposta contattami. io attendo fiduciosa di poter intraprendere una allegra discussione su noi due. fatti vivo non solo quando vuoi i soldi perchè altrimenti mi fai pensare che il nostro è solo un rapporto di convenienza (la tua). Ma io ho fiducia e vedo in te del buono e so che se vuoi oltre a pretendere sai anche dare e dimostrare di capire come si può crescere e migliorare dai propri errori. Adesso avanti, riflettiamo insieme, aspetto fiduciosa un tuo segnale, contattami anche di notte sono sempre disponibile per te, ma fatti vivo non sparire, e cerca di non presentarti tra altri 5 anni all’arrivo della prossima cartella esattoriale o delle prossime votazione, vorrei poter avere con te un rapporto duraturo e costante. E mo va a lavorà, illuminami tu, fammi vedere come si è giusti e corretti nel rispetto di tutti

Pubblicato in: notizie

No, non parlerò di politica perchè sarebbe troppo troppo banale. quindi vi stupirò con un post senza precedenti, ricco di illuminanti pensieri, privi di sottintesi politici, non si parlerà di elezione vinte e perse, non si scriverà di destra e sinistra, non alluderò al nuovo governo, non mi indignerò, non festeggerò, non vi racconterò dell’isterismo che mi ha pervaso ieri, non vi racconterò di come speranze di una luce lontana mi sono ricadute in testa come un boomerang, non vi racconterò dello sconforto che ha avvilupato mio padre, del senso di vuoto e scoramento che ha pervaso le persone intorno a me. No no, non vi racconterò di questa lunga notte, ne di quanto all’alba del nuovo giorno mi sono sentita stupida e inutile ad aver creduto che il male minore potesse trionfare.

No, vi assicuro che non si discuterà di programmi elettorali clonati, di forza lavoro, di nuove strategie econmiche, no, non si discuterà mai e poi mai di una sinistra seppellita e di una grande destra risorta e contorta. No non ho voglia di discutere di una politica apolitica, lontana dalla città, dalla polis. Poco importa, non ho interesse a intavolare un ridondante discorso sul qualunquismo politico che ci ha invaso tutti. No, adesso basta non si deve stare qui a discutere di quello che sarà e di come probabilmente non sarà fatto.

Vi annienterò con la mia dialettica facendovi addrizzare i peli attraverso elaborate e spregiudicate idee, elettrizzerò i vostri cuori, farò palpitare e pulsare emozioni che pensavate smarrite, forse per alcuni di voi la vita dopo questo cambierà, c’è chi probabilmente abbandonerà la strada che sta percorrendo per intraprendere nuove e esuggestive avventure. Attenti, non abbassate mai la guardia, perchè sono qui, striscinate e pericolosa come un mamba.

Lo ammetto, le elezione e la loro stravolgente fine, mi hanno buttato giù, depresso, sono incazzata anzi no sono senza più parole, anzi no vorrei fare la rivoluzione anzi no vorrei espatriare, anzi no vorrei non aver visto e sentito, anzi no vorrei aver visto e sentito di più, anzi no vorrei sapere, anzi no vorrei non capire nulla, azni no… vorrei dormire