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belli fuori

In questa nuova fase della mia vita, che ossessivamente si ripresenta ogni anno alle porte dell’estate, mi ritrovo ad avere una maniacale cura del mio corpo. Come se avessi i riflettori puntati addosso, un raggio fotonico che perlustra il mio corpo in cerca di difetti, sbafature da evidenziare, sottolineare, da mostrare all’universo per il solo gusto di umiliarmi.

Ecco quindi per ovviare a questa paranoia stagionale mi sono iscritta in palestra. La mia palestra è diversa dalle altre, nel senso che è peggio. E’ molto bella, molto grande, molto fornita, molto pulita, molto ordinata, molto noiosa.
Mi ci chiudo dentro per circa 2 ore di fila, un giorno si e un giorno no (escluso il week end che è sacro e che anche LUI si riposò). In palestra io sono antipatica. Lo so, mentre cammino impettita mi vedo allo specchio di sfuggita e riconosco uno sguardo altezzoso e poco aperto alla comunicazione tra palestranti.

Dunque, 2 ore per 3 giorni fa un totale di 6 ore a settimana più o meno. Ecco io per 6 ore a settimana in un luogo chiuso, brulicante di individui che condividono con me sforzo e sudore, non dico una che sia una parola. Ma non solo, metto su la faccia più stronza pescata dal mio archivio di facce da cazzo. Mi lego i capelli, lego la felpa in vita, e gironzolo tra uno strumento di tortura all’altro. Osservo qualcuno, spesso per il solo fatto di consolarmi con i culi più grandi del mio, quelli più piccoli faccio finta che non esistono.
E mentre sto li che sudo e mi maledico, penso a quanto sono poco aperta agli altri, anzi la vera considerazione è: quanto poco me ne frega degli altri. Vorrei approcciarmi, interagire, sarebbe bello poter scambiare due parole in modo del tutto innocente e superficiale. Ma non mi interessa, la trovo una perdita di tempo, conquistare l’amicizia di qualche smutandata da palestra non potrebbe arricchirmi in nessun modo.

E’ che questa palestra così linda e pinta, così tanto club esclusivo rende la gente che la popola altezzosa, e infatti mi sono immediatamente conformata diventando stronza tra gli stronzi. Perchè mi sono iscritta qui, mi chiedo? Perchè dopo un pò sento la necessità di cambiare e sperimentare, così ho girato tutte le palestre del quartiere e mancava questa. La mia incostanza è solo paragonabile alla mia pigrizia, cambio sport, zona, palestra, mi stufo e mi annoio, forse perchè pratico un non-sport in non-luoghi. Finti sport che non hanno nulla a che fare con prove di resistenza e coraggio, con sfide e animo, sono puro esercizio sterile e vacuo per essere presentabili l’estate e socialmente accettati senza grasso in eccesso. Pratichiamo il non-sport dentro questi luoghi freddi e austeri che puzzano di nuovo e pulito, non c’è l’odore della fatica e della forza di volontà, c’è puzza di soldi e piramide sociale. Si, anche nelle palestre vedo e sento il marcio anzi è soprattutto qui che lo vedo, e quello che mi fa incazzare di più è che io sto li, nel mezzo senza capire quale forza mi trascina, mi piego al volere supremo che mi vuole in forma fuori, disperata dentro, ma il dentro non si vede. Bene così 

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