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l'innaturalità della naturalezza

la cosa più innaturale che mi sia mai accaduta nella vita è stata la gravidanza.
oddio, penserete, come la gravidanza il monumento alla naturalità della vita, ciò che ci rende identici e confacenti al mondo animale!
ecco io rispondo aggiungendo che ho trovato innaturale anche l'allattamento e anche un pò ritrovarmi un microscopico bambino tra le mani.
Ma l'effetto pazzesco della gravidanza è stato il concetto esasperato di condivisone. Cioè io e figlio eravamo così immensamente uniti che era impossibile dividerci, e io mi sentivo un bel contenitore con dentro un bel vitello di bimbo.
eravamo felici e sempre solidali, una cosa faceva lui e una cosa ricevevo io, in un insieme di cose palesemente disequilibrato.
Quando poi FINALMENTE ritorni ad essere una, quell'una, improvvisamente, non è più come prima ma è un "una" diversa, contorta, affranta, disarmata, un "una" che non si ricorda più dell'una che è stata ma vive un nuovo presente pieno di incognite… un'una alla rovescia, che sa cosa vorrebbe ma non può raggiungerlo.

Eppure, in questo mare di disarmante disarmonia, la gravidanza, l'allattamento e la maternità in generale sono la cosa più visceralmente naturale che ho vissuto e che sto vivendo, più dell'amore e dell'amicizia, più dei legami, più del sesso, non c'è nulla di più animalesco di più acerbo ed inebriante del diventare genitori.

Non son una mamma tutta "puccipucci" una di quelle "nata per essere mamma", anzi sono un totale di incertezze e dubbi che spero di non trasmettere o forse si, ma sono una mamma che ha un grandissima consapevolezza: quello che ero prima, di cui mi lamentavo fortemente, mi piaceva, mi piaceva quello che ero, nel mio caos, nei miei interrogativi eterni, nei dubbi e nel mio modo frivolo di vivere la vita, e ora da mamma mi piace ancora di più quello che ero perchè mi ha fatto diventare come sono.

se siete riusciti a leggere fino a qui, districandovi nel labirinto di parole e riflessioni, sappiate che se vi dicono che sarà tutto facile e naturale vi dicono una bugia. La verità è che sarà tutto facile e naturale solo se sapete esattamente dove siete ora, in quale fase del qui e ora, se avete un equilibrio anche nell'altalenarsi dei casini della vita. Vivete il paradosso, assaporatelo e scoprirete una nuova consapevolezza dei limiti e dei dubbi e tutto sembrerà avere la giusta dimensione.
oddio la quadratura del cerchio.

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cose utili da sapere

ad un certo punto torni a casa dall'ospedale con questo microscopico esserino. Nn pensavo fossero così piccoli i neonati, anche in relazione alla mia enorme panza in gravidanza, pensavo fossero più grandi. invece sto nanerottolo era tutto tutto rannicchiato, incartapecorito, un pò bruttino ma infinitamente dolce e adorabile.
Insomma me ne torno a casa e nn so veramente cosa farci. Fortunatamente lui se la dorme parecchio, io sgaggio e penso che sia facilissimo fare la mamma. e allattare.
poi a un certo punto della sua nuova vita al di fuori di me, il piccolo uomo decide di avere sempre fame, ma una fame carogna e da lupo.
io con gioia allatto.
primo giorno di fame atavica del nano e tutto va liscio
diciamo che verso la decima sessione di allattamento by tits capisco che non è poi sta passeggiata.
Dopo una settimana mi ritrovo ad essere sterminata.
Sto miscroscopico rannicchiato nano mangia e fa la cacca in continuazione, senza sosta. Ma non piange, se nn il minimo sindiacale per farmi capire che, se vuole, si incazza e me la fa pagare.
io lo temo e gli ficco sovente una tetta in bocca. Vien da se che nel primissimo periodo da neomamma la vita, cioè la TUA vita, non esiste più, si esiste in totale funzione della sopravvivenza del nano. Mi ritrovo allo stremo delle forze, un pò alla deriva, ogni tanto faccio un piantarello non riuscendo mai a fare un cazzo. Cioè tipo anche una doccia. Il nano me lo proibisce e lui comanda.

In questo periodo si sta come d'autunno sugli alberi le foglie. Ovvero precari. Stanchi, un pò soli e svuotati e soprattutto in balia di nuovi sentimenti e ormoni.
Cosa pensa bene di fare la gente che non ha evidentemente figli neonati?
Chiedere di venirti a trovare x vedere il bambino.
La risposta è sempre un generico e spento "si". Nel primo periodo di vita di mio figlio ho capito e toccato con mano la stupidità della gente inutile.
Mi si piazzavano dei coglioni dentro casa che invece di capire che dopo 10 minuti l'ospite puzza, pretendevano anche di intraprendere conversazioni allegre e divertenti, parlando, perchè no, di massimi sistemi, politica e un pò di economica.
Io con 2 neuroni ancora in funzione tiravo fuori la tetta per l'alimentazioneininterrotta. All'inizio ho avuto una fase pudica e discreta, mi vergognavo di allattare in pubblico, forse perchè avevo un capezzolo grande come un dirigibile e una quantità di latte imbarazzante, mi sentivo un pò pornostar ma in realtà fragilissima come solo una neomamma sa essere.

Nessuno ha avuto la decenza di pensare "magari mi levo dalle palle". Ho aperto troppe troppe volte la porta a, chiamioli ospiti, vestita in maniera imbarazzante, con peli baffi capelli fuori controllo. Mi sono chiesta spesso in questo periodo come sopravvivere, non tanto alle voglie matte del nano ma alla valanga incontrollata di gente che voleva assolutamente vedere il bambino.

Ma poi, vuoi venirmi a trovare? e sia, entra e fai quel che vuoi di ciò che resta del mio cervello, ma quando vedi una casa andare a fuoco, panni stesi, panni da setendere, panni da lavare non ti viene il sospetto che forse più di una visita di cortesia mi serve una cazzo di mano?

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è venerdì

alleluja
la prima settimana di lavoro post maternità è andata.
con orrore è passata pure questa.
che dire, ho provato a capire bene cosa provo.
nn provo niente.
So benissimo quello che sto vivendo e nn mi sembra corretto quello che sto facendo nei confronti di mio figlio ed è assolutamente troppo quello che sto facendo per l'azienda.

semplicemente non è giusto.

vorrei essere incazzata per l'ingiustizia ma non posso. Non posso perchè sapevo, conoscevo benefici e malefici, nei mesi precedenti avevo cominciato a prendere confidenza con il futuro che mi aspettava e, mentre abituavo la mente ai ritmi della nuova vita, mi sembrava di aver reagito bene.

Pensavo….

Quello che non capivo era la sproporzione nel vivere la mia vita e la vita dell'ufficio.
La sproporzione sta nel fatto che 9 ore sono qui e 5 ore a casa prima che la stanchezza prenda il sopravvento.
Cioè io lavoro per venire a lavorare?

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tra le altre cose

Tra le gioie della maternità come non annoverare il non dormire più una notte senza risvegli?
come non commentare il fatto che non si sta più nel letto a riposare ma l'unica cosa che si riesce a fare è svenire inesorabilmente calpestati da una stanchezza mai provata prima?
come come come non incazzarmi con chi non mi ha avvertito, con chi sapeva?
basta un semplice: guarda che col cazzo che poi ti riposi…

io l'ho detto

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La scoperta: ohhhhh

sorpresa!!! sono sparita dal webmondo perchè nel mondo a tre/quattro dimensioni ho pensato bene di fare un bambino, di partorire un figlio, di assemblare un essere umano in miniatura, di diventare, contro ogni logica, madre!


sono qui con il piccolo essere umano in braccio che vampirizza la libertà adulta tenacemente conquistata dimostrandomi come i suoi 6 kg scarsi sono riusciti a far disintegrare la mia già minata autostima. Perchè oltre alla meraviglia magica dell'essere madre, l'unica frase che risuona nella mia mente, stanca e provatissima, è "non sono capace" e mentre ripeto questo mantra tentando alacremente di non distruggere l'esserino tra le braccia, tento disperatamente di mantenere viva quella parte di me ante maternità, quella parte che tutto sommato mi piaceva tantissimo: fumo, alcol, sesso, libertà….
vi diranno che è tutto poesia, profumo di talco, dolci sorrisi, e questo senso innato di sacrificio che vi farà superare tutto, soprattutto il vedere sgretolare sistematicamente la vostra natura.

la ovvia premessa è che amerete questo distruttore in miniatura sopra ogni cosa, ma non sarò mai una mamma istericamente convinta che tutto sia necesasriamente meraviglioso. La gravidanza e la conseguente maternità hanno un'aurea di misticismo che offusca, evidentmente, i neuroni e le sinapsi, cancellando nel genere femminile l'essere donna e lasciando uno sproporzionato ESSERE MADRE.

ma andiamo con ordine.
 
la scoperta.
scoprire di essere incinta è stata una sorpresa. uao e che nn lo sapevi? si lo sapevo, cioè lo immaginavo, ma nella mia mente era ancora una remotissima probabilità, del tipo "ma una volta che vuoi che sia?", ecco, che sei incinta.
bene.
durante le prime settimane di gravidanza si sono annidati in me strani sentimenti, molto spesso in conflitto. Sarà che mi vomitavo pure l'anima, ma sentivo strani pensieri ondulare nella mia mente.
Guardavo gli altri ignari del mio stato e pensavo. "ehi tu, piccolo e inutile essere maschile, prostrati ai miei piedi, io donna feconda e portatrice di future genti, necessito della tua genuflessioni a dimostrazione delle mia grandezza". Diciamo che sono stata assalita da un vago di senso di onnipotenza e da un concreto senso di nausea e vomito.
 
Nella mia più totale insipienza e inesperienza ero convinta che "la dolce attesa" fosse la cosa più normale e naturale del mondo, una sorte di temporanea modificazione del se, capace di fare esattamente le stesse cose del prima, capace di pensare al poi e insomma tutto facile. Tutto sbagliato, infami nessuno mi aveva mai detto niente.
Lo stravolgimento nel mio caso è stato totalizzante. Io non sapevo assolutamente niente e nel mio immaginario la gravidanza doveva essere gioia, felicità, gaudio, speranza, armonia di sensi, sentimenti delicati, cuoricini insomma.
 
invece a parte la tempesta ormonale che mi ha investito stramazzandomi al suolo, ho scoperto che tutto intorno alla gravidanza c'è terrorismo psicologico.
Feto, battito fetale, movimento fetale, fin qui tutto bene, non fare questo, non fare quello.
e poi un serie di consigli e comandamenti che erano in palese contraddizione.
le nausee significano che va tutto o anche che va tutto male
la stanchezza idem
l'insonnia idem e così via per tutta una serie di effetti collaterali che, onestamente di dolce avevano ben poco. E' evidente che il mieloso "dolce attesa" è stato coniato da un uomo che non ha la benchè minima idea di cosa significhi essere incinta. 
emorroidi, reflusso, acidità di stomaco, sciatica, nevrosi, insonnia, gonfiore, mal di schiena, impossibilità ad allacciarsi le scarpe, fare pipì 50 volte in un'ora, fame atavica e infine squartamento del sesso. 
dolce? fate voi
 
nel mezzo di questo caos psicofisico io vivevo uno stato altalenante di emozioni. Credo di aver litigato con tutti, odiando profondamente gli altri e facendomi odiare. 
Non lo so perchè, do la colpa agli ormoni, alla paura e al terrore, perchè ogni giorno mi rendevo conto che da questo gioco non si poteva tornare indietro, che stavo abbandonando quella che ero, quella me così confusa e felice stava lasciando il posto alla più esigente parte interiore di una donn: una madre, condizione dalla quale è impossibile divincolarsi.
così mi ritrovavo ad essere euforica, impaurita angosciata, triste, felice, saggia, scema, cattiva, aggressiva, piagnona, infelice, serena, potente, misera e tutto nello stesso minuto. La mia povera psiche era messa a dura prova.