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musica maestro

ahhh beata creatura… che alle 5.40 mi dai la sveglia come se non ci fosse un domani. Ti svegli, figlio, e la prima cosa che fai, il gesto primario è darmi una pizza in faccia. Lo so, piccolo basso ominide, che nel tuo rudimentale set di emozioni, quella potente pizza in faccia era codificata come una carezza. Grazie amore de mamma.

Comunque cara piccola gioia della casa le 5.40 non è orario accettabile da queste parti, datti una regolata o quantomeno autogestisci il tuo tempo, hai la maturità per farlo. Seee come no.

Chiaramente il sonno diventa esponenziale e non gli sto più dietro, nel senso che ormai ho talmente tanto sonno che posso anche non dormire mai più (esatto si, è un paradosso).
Sono anche stanca al cubo perchè sto ricominciando a lavorare a pieno ritmo, mi sono iscritta in palestra (che mi stanca anche solo a scriverlo), e basta. Faccio solo queste due cose, che in questa città di pazzi è già un miracolo.
Ma messa da parte tutta la stanchezza e l’ignavia del loop in cui poi se sei stanca, sei sempre più stanca, sto cercando di dare piccole ma profonde scosse elettriche alla mia vita con il mio piccoletto. Per esempio sabato scorso siamo stati a fare una lezione di prova di “musica in fasce”, ovvero come sudare in un sottoscala di una libreria per ragazzi a ritmo di musica.
A parte gli scherzi, la lezione, tenuta da una bravissima intonatissima (ma va) ragazza che ha canticchiato note abbastanza complesse per quasi un’ora, ha lasciato di sasso i bambini presenti che, poveracci, erano abituati alle canzoncine delle babydance estive.

Ho scoperto che la lezione a me ha fatto benissimo, mi sono rilassata tantissimo e anche divertita, Samu non proprio, ogni tanto mi prendeva la mano per portarmi via. Ma caro mio qui, per ora, comando mio e te tocca sta a sentì questa che canta.

finita la lezione, mentre samuele smontava il sottoscala, la ragazza intonata ci ha raccontato di quanto bene faccia stimolare i bambini con i suoi, le note e le scale musicali più complesse del Pulcino Pio, ma va?????
La ragazza mi ha, chiaramente convinto, e sono d’accordo con lei e con il metodo educativo in generale.
Ma purtroppo la lezione la fanno il mercoledì mattina. Il mercoledì mattina? ma che cazzo di giorno è? Addio muscia in fasce.
Però la consiglio a chi il mercoledì mattina è a casa, la consiglio perchè credo che sia molto importante aiutare i bambini a costruire un bagaglio di interessi, nozioni, diverse dalla televisione. Credo che uscire e vedere, sentire, nuove cose sia necessario per costruire un adulto curioso.
Questo è il sito ufficiale della AIGAM – Associazione italiana Gordon per l’Apprendimento musicale
http://www.aigam.org/

E questo è il link della libreria Le Girandole che si adopera tantissimo con corsi ed eventi dedicati ai bimbi. j
http://www.libreriadellegirandole.it/

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lavatrice galattica

E’ come se fossi stata completamente risucchiata, centrifugata, lavata, stirata, disperata. Come se una enorme lavatrice cosmica mi avesse stravolto. La testa e il cuore. E il corpo.
Non ho avuto tempo (mente e gambe) per pensare e per scrivere. Ma in testa di pensieri ne ho avuti parecchi. Le cose da raccontare quando sei giovane (sono ancora giovane?), mamma (si si sono mamma), lavoratrice (si ancora lavoro anche con la crisi universale), moglie (vabbè compagna ma è uguale), e tutte le altre varie ed eventuali figure che ricopriamo nella vita, dicevo che le cose da raccontare sono veramente molte. Una delle prime da RACCONTARE è sicuramente la stanchezza che, non è uguale a nessun’altra stanchezza da me provata antecedentemente alla delizia di diventare madre. Un tale deperimento di energie non lo ricordavo, no anzi, non pensavo potesse esistere. Probabilmente, anzi sicuramente, è tutta colpa mia che non so capace a organizzarmi e che, anche quando lo faccio, non riesco a gioire della suddetta organizzazione (che cazzo me ne frega di aver pulito casa già prima di andare a lavoro? è una sporca necessità, nel senso che casa era un porcile). Le gioie della maternità sono innegabili, il senso di riempimento è totale, ma donne ho da dirvi un segreto, ci sentiamo riempitissime dalle piccole crudeli (si può dire?) creature, perchè siamo mezze vuote, cioè ci riempiamo prima perchè, penso e spero, per i primi 3 anni di maternità, la metà di noi è nelle loro piccole cicciose morbidose manine. Noi ci sentiamo così tanto riempite dai loro sorrisini e abbraccini perchè tutto quelle che facevamo prima (sesso, alcol, ecc ecc) non esiste più. O quantomeno si è temporaneamente fermato, rallentato, un pò dimenticato. Arrivi talmente stanca e provata che non riesci neanche più a ricordati cosa facevi di così tanto divertente nella vita ante figlio.
Poi piano piano, per carità, si esce dallo stato larvale e la vita ricomincia a sorridere. Ma il fancazzismo, care mie, è andato. Dimenticato, seppellito. E pure io ero così brava nel non-fare-un-cazzo, ero una REGINA.
Ora no, ora sono la mamma di manine cicciottose morbidose. Un bonazzo di 90 centimentri che mi ha veramente rivoluzionato la vita.
Ma lo scrivo qui, mi sono piegata alla volontà mammesca insita e genetica nelle donne, ma non mi avrete mai, io l’aperitivo col tacco 9 lo farò fino alla fine dei miei giorni… la mia è una lotta dura senza censura!

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un ricordo

una sofferenza così non l’avevo mai provata. eppure mi sembrava di essere una di quelle che nella vita ha sofferto, o meglio una di quelle che si è cercata il dolore perseguendo i sentieri oscuri della depressione.
Il maremoto di dolore che sto affrontando ora è nulla rispetto a tutti i peggiori momenti bui della mia vita precedente.
Perchè c’è stato un point breack, una vita “prima di” e “dopo di”… il momento di rottura si chiama Samuele, è mio figlio, nato il primo febbraio del 2011. Da quel momento la vita ha preso un’altra piega. Una vita immensamente più concitata, emozionante, stancante, piena di amore. E di paure.

Samuele è arrivato nelle nostre vite al tentativo numero zero. Ed è stata una bellissima rivoluzione nella vita organizzativa e nella vita sentimentale.
Non sono più quella di prima, sono diventata una leonessa. Sono attenta e vigile nella salvaguardia della specie.
La rivoluzione Samuele ha portato, oltre all’incontebile gioia nel vedere felice e sereno questo piccolo uomo in erba, anche una viscerale esposizione delle emozioni. Sono senza pelle, senza protezione, senza custodia. tutte le emozioni ora viaggiano su binari più evidenti e quello che prima era filtrato da una corazza ora è chiaro e definitivo. Il mio corpo, la mia mente sono diventate spugne.

Mio figlio è nato amato, voluto, protetto.

Un giorno qualunque, anzi no, non è stato un giorno come gli altri. Anche il tempo in questa città sembrava assurdo. A Roma nevicava tantissimo e tutti quanti noi eravamo agitati, emozionati dal bianco che ci ricorpriva. Eppure quel giorno, che doveva essere di stupore e gioia, qualcosa è cambiato.

E si perchè quel giorno, mentre ero a casa con la mia famiglia, una notizia mi ha avvolto per non lasciarmi più.
La morte del piccolo, piccolissimo Claudio mi ha preso le viscere per storcermele, storpiarmele, disintegrarmele.

La sua sofferenza è diventata la mia, la sua solititudine è diventata la mia, le sue paure sono le mie.
Diventare madri è anche sentire più forte i mali del mondo. Percepire chiaramente che la morte di un bambino, oltre ad un evento traumatico e inaccettabile, corrisponde alla morte del futuro e della speranza, corrisponde alla nostra incapacità, l’incapacità di noi adulti, di proteggerli tutti. Sono mamma di una bambino di 14 mesi ma sono anche la mamma di tutti i bambini, perchè ho la responsabilità di crescere mio figlio per il bene comune, crescerlo sano, libero e sereno. Questo è il mio fine, amarlo per renderlo adulto, responsabile, cosciente, felice.

Il dolore che sento in questo momento è invadente e devastante, è un dolore complesso, subdolo che sgorga ed esonda. Non ero preparata a questa deflagrazione di emozioni, non sono capace a gestirle perchè potenti e profonde, conoscono cose di me che non immaginavo.

Chiedo perdono, chiedo perdono per la mia incapacità di salvarli tutti, di proteggerli e guidarli, eppure noi “grandi” siamo chiamati a questo, a crescere i nostri figli e i figli di tutti.

il freddo del fiume non mi abbandonerà mai.