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donne

Allora riflettevo su questa festa delle donne. Giusta osservazione: è passata una settimana. Lo so ma ci ho voluto riflettere molto perchè non so mai come comportarmi.Tipo Natale, non lo reggo ma se poi penso di non festeggiarlo mi viene il magone. Quindi questa festa della donna è sempre in bilico, auguri si/auguri no. Intraprendo spesso angosciosi interrogativi al riguardo: conta ancora qualcosa? E’ necessario ribadire l’importanza delle persone per di più donne con una festa?

Bo che ne so, forse è importante ricordare che le persone tutte vanno rispettate e considerate uguali ma che al contempo, per rispettarle, vanno altrettanto considerate le diseguaglianze. E si, mi sono scervellata nello specifico su questo concetto di diseguaglianza. Non è che ho scoperto l’acqua calda, ho solo riflettutto parecchio su questo bellissimo essere tutti diseguali nel mondo.

Sono diversa dagli uomini, non voglio neanche avere la presunzione di considerarmi uguali a tutte le altre donne. Voglio e desidero cose diverse, posso fare delle cose, altre non ho proprio la testa e la manualità, lo accetto. Non sono una mente matematica né schematica né ordinata. Amen. Non ho la forza per aprire una bottiglia d’acqua e me la faccio aprire dal mio bellissimo maritone con la barba. ma ho portato nella pancia nostro figlio scorrazzando per roma, lavorando fino a che ho potuto. Ho altre forze, altre risorse. Che vanno rispettate e che non vanno celebrate come migliori o peggiori, sono altre. Sono diseguale ma ho gli stessi diritti di tutti, ho appunto il diritto di essere diversa.

Hai capito che pensierone che ho tirato fuori? L’ho pensato  tutto d’un fiato. Guardando Samuele, questo piccolo uomo di 3 anni. Questa personalità in miniatura con la quale sto crescendo insieme fonte di ispirazione neuronale.

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