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10 piccoli film

Dieci film che rivedo sempre sempre sempre con felicità e facilità. Nel senso che anche se non li seguo benissimo perchè faccio altro, i sottofondo mi piace sentire battute, musiche e scene.

Per molti non ha senso, ma rivedere distrattamente un film è un’arte.

  1. hanry ti presento sally: perche tutte sappiamo fingere in amore
  2. singles: perchè l’amore è un gioco
  3. in the mood for love: per la magia
  4. lost in traslation: perchè ci perdiamo tutti nelle cattive traduzioni
  5. i tenembaum: come non amarlo?
  6. io e annie: siamo tutti nevrotici
  7. donne: è un film vecchissimo dove ci sono solo donne che si litigano uomini che non appaiono mai. Le donne e la loro autogestione amorosa
  8. Se mi lasci ti cancello: sarebbe bello poter cancellare persone cose eventi e fatti
  9. effetto notte: perchè c’è anche amore per il cinema
  10. la moglie del soldato: niente è come sembra
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film da vedere

  • Melancholia subito subitissimo
  • This Must Be the Place al volo
  • La pelle che abito anche adesso

calcolando che non ho materialmente tempo e spazio per il cinema, mi fermo qui, fantasticando sulla voglia di vedere sti tre film…

DIMENTICAVO
assolutamente

  • CARNAGE

quindi i film su cui fantasticare salgono a 4. olè

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memo

Prossimi film che vorrei vedere se le condizioni astrali me lo consentiranno:

  • Alice in Wonderland: perchè nonstante tutto mi fido di tim
  • Shutter Island: per martin è il mio primo grande amore
  • Crazy Heart. perchè credo nell’autodistruzione
  • Invictus: perchè spero nella pace?
  • An Education: perchè nick forse fa ancora ridere
  • Precious: perchè la vita è disperazione e per sopravvivere serve fantasia
  • Donne senza uomini: perchè si
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caXXo

esite un virus pericoloso che si sta espandendo e si moltiplica, si chiama Federico Moccia e dobbiamo distruggerlo.

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morti viventi

in ufficio è nato un dibattito. e, momento assai raro, non sulla stronzaggine dei capi bensì sul CINEMA. arte che amo tanto e che ho studiato per anni perchè una vita fa volevo fare la regista o la sceneggiatrice o tutte e due. abbandonate le velleità di artista ho ripiegato sulla nuova forma di comunicazione online (e su questo apro chiudo e butto nel cesso la parentesi sui miei sogni seppelliti). dicevo, stavamo tutti a parlare allegramente di cinema.

Quando si intraprendono queste allegre discussioni a più voci io me la tiro sempre un pò col fatto che all’università ho studiato cinema e che mi sento particolarmente intelligente e sensibile in fatto di arte. La discussione procede, stiamo tutti animati, io in particolare dimostro tutta la mia arroganza stando a un metro dal pavimento presa dal mio senso di superiorità, quando affermo: amo molto i film con gli zombie.

Tutti mi guardano sogghignando confermando il fatto che di cinema raramente la gente capisce qualcosa. comincio a spiegare la mia passione "morti viventi" e nessuno mi segue e allora mi incazzo perchè penso che l’argomento è veramente molto interessante, ma niente ognuno dice la sua senza ascoltare i miei perchè. Ma perchè?

Perchè nessuno, in questo ufficio, considera il cinema come faccio io. Un’arte indispensabile, un nutrimento per la mente fondamentale. Una veicolo per la propria crescita intellettuale. Maledizione a me e a questa smania cervellocentrica.

Mi chiudo in un silenzio assoluto pensando a un pomeriggio di metà luglio, nel cortile enorme di questa immensa società italiana, ho visto passeggiare migliaia di morti viventi pronti a respirare l’ora di aria libera, con l’occhio attento alle lancette dell’orologio, vestiti scuri, eleganti, altezzosi, chiusi e schivi, passeggiare senza meta, confusi dalla libertà forzata, incapaci di gestirla, impauriti dalla pausa indotta ma apparentemente scevra di regole, senza certezze, vuoti, spenti, inutili, pronti a spiare quello che ha il vicino di aria libera, pronti a copiare, ad assorbire: l’orologio, la borsa, la macchina del vicino, a cannibalizzare la vita altrui per accrecere se stessi, senza pensare ma solo assimilare. proprio come fanno gli zombie.

Io ero li in quel cortile enorme e scappavo, correvo, fuggivo. mi raggiungevano.

siamo tutti morti viventi

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siamo tutti miseramente umani

ho visto the wrestler. sono andata al cinema pensando di vedere un bel film e mi sono ritrovata a vedere un film splendido. perchè?
Le storie di eroi disadattati e in declino le trovo sempre affascinanti. Percorrere il viale del tramonto insieme al protagonista ha sempre un certo effetto su di me.
Raccontare la miseria decadente di un ex campione permette di riflettere su una nuova prospettiva, quella umana, privata, reale. La chioma bionda e il viso segnato dall’età e dal dolore riduce il dio alla sua vera natura, quella di uomo fragile e segnato da una profonda solitudine. Aver vissuto una vita al massimo, sbagliando e dimenticando i propri errori, rende il tutto ancora più affascinante perchè manifesta la vera natura dell’uomo: un animale che nasce solo e probabilmente muore solo.
Una vita a cercare di rimanere a galla, lassù nell’olimpo per vivere di adrenalina fugace, per catturare quel brivido fulmineo, non ci rende meno esposti alla nostra vera natura. Peccatori erranti incapaci di non essere egoisti, solo quando la fine è vicina ci rendiamo conto della nostra viscerale solitudine.
Scrutare il campione seguendo i capelli biondi, posticci, irreali e ridicoli lo smitizza, lo rende palese smitizzandolo.
La telecamera a mano è infame perchè sfiora la pelle e l’intimità, mostrando la disfatta del tempo sul corpo. Le cicatrici visibili sono niente rispetto a quelle dell’anima, l’anima di un uomo incapace ormai di essere altro, un uomo-lottatore, sereno e se stesso solo sul ring, dove una lotta senza pudore, senza esclusione di colpi fa meno male della vita reale, quella posticcia e vincolata da distanze di sicurezza per non permettere all’anima di farsi male.
geniale, ve lo dico, è geniale.

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egocentrismo

Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate "Michele vieni di là con noi, dai" ed io "andate, andate, vi raggiungo dopo". Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo.

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la settima arte

ho visto il divo

ho visto gomorra

mi è venuta voglia di scappare da questo paese perchè irrimediabilmente malato. esco ormai dal cinema sempre più angosciata. amore, politica, vita, società, futuro. Tutto negato, malato, difficile, sbagliato.

poi uno dice: "certo che tu sei sempre depressa"

sempre

porca puttana