Pubblicato in: sociologia da 4 soldi

non si tratta mica di scarpe

scarpe_europei2012

Arriva l’apocalisse a Roma. Grandi secchiate d’acqua che riescono a rallentare e a complicare la nostra vita.

Io lo so, qui ci sono nata e sì, mi fa incazzare, ma sono anche rassegnata. Mi metto in macchina e vado a lavoro.

Fulmini e saette. Allerta meteo in crescita, allarme rosso e pure viola. Scuole chiuse, strade allagate, strade chiuse. Caos. Benvenuti a Roma.

Dopo il lavoro, torno a casa con cielo nero e gonfio da far paura, giusto in tempo per schivare grande acquazzone che sembrava voler lavare via tutti i nostri peccati. Mi attendono figlio, maritone scemo e soprattutto il divano.

Mentre cogito guardando fuori dalla finestra il delirio che scende giù, maritone scemo con la barba mi dice che sta uscendo per andare a giocare a calciotto.

Con lo sguardo di satana gli auguro di affogarsi e poi gli ricordo che c’è grandissima pioggia. Ma mi viene risposto che si gioca sempre e ovunque- Forse questa partita simboleggia la fuga per la vittoria e io non lo sapevo. Comunque faccia da culo esce nella notte buia e tempestosa e va a GIOCARE.

Dopo averlo maledetto per buona parte della serata, metto a letto figlio e prendo possesso del divano.

Arriva il tanto atteso scambio di sms:

io: compra il latte

lui: non stiamo giocando, due (persone) non si sono presentati, stiamo litigando, no guarda un casino.

io: ma annate a fanculo.

lui: andiamo a cena fuori, iloveu

io: silenzio stizzito con grande presa di posizione sul fatto che non lo perdonerò mai.

Però poi mi fomento e visto che sono una repressa del cazzo ho molto desiderio di litigare, soprattutto perché vedo lo sbilanciamento dell’età adulta immersa nella piena adolescenza. Mi addormento borbottando tra me e me quanto siano idioti gli uomini, scambio sms con amiche che, chiaramente, asseriscono che sono tutti una manica di cretini ma felici. Dormo.

Stamattina, interno casa. Pioggia e vento fuori. Giramento di culo. Discussione tra i 2, si riparte dalla partita di calciotto andata a puttane.

Ok, va bene non siete riusciti a giocare ma datevi una cazzo di calmata. Ma no è impossibile, la grande onta è che ben 2 giocatori hanno dato forfait alle 20, parte il suo fomento: ti rendi conto?!?!? A un’ora dalla partita, è una vergogna, lo potevano dire prima che uno si organizzava… E’ scorretto, non è giusto nei confronti della squadra, del campo, dell’organizzazione, dell’altra squadra…

Visto che generosamente sopporto con grande amore tutte le sue strabordanti passioni, oggi mi rodeva proprio il culo. Dunque ho sbroccato, ricordando che sì hanno sbagliato, ma che può succedere, che possono essere accaduti vari scazzi in famiglia. Mi permetto anche di fargli notare che forse hanno preso un po’ troppo seriamente l’appuntamento con il calcetto.

APRITI CIELO, tra l’altro non solo metaforicamente.

Il capo d’accusa da parte di scemo con la barba nei miei confronti: io non posso capire le regole intrinseche che si instaurano con la squadra e con i compagni giocatori, non posso capire la correttezza, il rispetto, non posso capire quanto sia sbagliato non rispettare LA SQUADRA, gli allenamenti, il campionato.

No è vero, non posso capire. Non sono stata biologicamente programmata per le partite di calcetto, grazieadio, aggiungo.

Marito con la barba ha anche la propensione ad uscite teatrali, quindi dopo avermi fatto notare che non posso capire un cazzo, ha cambiato stanza farfugliando qualcosa sulla mia inconsapevolezza.

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